Causa svapoweb: Bove fornisce prove innocenza

In questo articolo parliamo delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’azienda svapoweb ed il suo titolare Arcangelo Bove.

Si tratta di una azienda specializzata nella produzione e distribuzione di sigarette elettroniche e tutti i prodotti ad essa collegati.

 

La vicenda Svapoweb

 

Qualche mese fa presso la sede Campana dell’azienda si è verificata una perquisizione da parte della guardia di finanza che ha rilevato delle evidenti irregolarità tanto da porre i sigilli e sequestrare tutti i beni presenti.

Oltre a ciò si è imposto all’azienda di oscurare il sito in modo che non potesse essere più possibile comprare i prodotti on line.

 

Le contestazioni a Bove

 

La guardia di finanza contesta i reati di ricettazione ed evasione fiscale.

I motivi di queste due contestazioni sono da attribuire al fatto che tale azienda con sede all’estero decide ad un certo punto di iniziare una attività di produzione anche in Italia, senza però contribuire alla tassazione italiana nè delle accise e nè dell’Iva.

Esiste infatti in Campania una sede dell’azienda che si occupa della produzione e distribuzione di liquido per le sigarette elettroniche.

Inoltre dalla perquisizione realizzata i militari rilevavano la presenza di scatoloni non adeguatamente documentati e non fatturati, cioè non era neanche facile capire cosa fosse contenuto all’interno degli scatoli, e se tale merce fosse il frutto di attività illecite.

Successivamente a questi provvedimenti il titolare Bove veniva anche sospeso dall’anafe che è l’associazione nazionale produttori di fumo, che a seguito delle notizie sulle irregolarità come atto obbligato lo ha dovuto sospendere.

 

Le difese dell’avvocato aziendale

 

Fin da subito il titolare dell’azienda con il suo avvocato si sono dimostrati ottimisti nell’esito del giudizio in quanto a loro avviso si era trattato di una semplice problematica amministrativa.

Per quanto riguarda la produzione in Italia e la mancata tassazione, l’azienda si è difesa sostenendo che in Italia l’attività ed il prodotto della sigaretta elettronica non ha avuto un riconoscimento e che per tale ragione era impossibile sostenere tali tasse.

In riferimento invece ai prodotti non fatturati l’azienda si è difesa sostenendo che il problema si è realizzato perchè della merce è arrivata in Italia con un certo tempo di anticipo.

Sussiste infatti un periodo di tempo entro il quale è possibile fatturare dei prodotti e questo tempo non era stato superato dall’azienda.

Quindi le irregolarità contestate erano solo il frutto di una problematica organizzativa e burocratica che una volta spiegata si è dimostrata subito chiara alle autorità.

 

Il giudizio della magistratura

 

La vicenda giudiziaria si è risolta molto velocemente, infatti il caso è stato esaminato dal Tribunale del Riesame di Benevento che ha dichiarato assolto da qualsiasi accusa il titolare.

Non sussiste nessuna irregolarità e ciò è dimostrato molto chiaramente dal fatto che non sono state comminate neanche sanzioni di natura amministrativa.

E’ stato disposto immediatamente lo sblocco del sequestro e il sito è stato prontamente riabilitato.

A seguito della sentenza anche l’anafe ha provveduto ad annullare la sospensione.

 

Conseguenze di tutta la vicenda Svapoweb

 

Una vicenda risolta molto positivamente e velocemente che tuttavia ha avuto molte conseguenze pratiche, infatti nella fase in cui il sito è stato chiuso i dubbi e le ipotesi di quale potesse la ragione della chiusura sono state molteplici.

Si tratta di quei casi mediatici che attirano moltissimo la curiosità della gente che diventa anche diffidente nei confronti dei prodotti.

Svapo web rimane una garanzia nel mondo dell’e-cigarette e vendita prodotti online.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *