Come si calcola la superficie commerciale calpestabile di un immobile

Conoscere l’esatta misura della superficie calpestabile di un immobile è molto importante, soprattutto ai fini fiscali. Essa, infatti, rappresenta quella effettivamente agibile e utilizzabile delle stanze, siano questi all’interno di abitazioni, di uffici o di locali con destinazione commerciale. La superficie utile che si può calpestare non include spazi esterni come balconi e terrazzi. Inoltre, non tiene conto anche dei muri divisori o perimetrali.

Conseguentemente l’area calpestabile commerciale rappresenta la base imponibile di riferimento per il corretto calcolo della Tari, ovvero della tassa relativa alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti.

A questo riguardo, le visure catastali, a partire dal 2015, riportano non solo i dati dei proprietari con le rispettive rendite, ma anche le percentuali di possesso e il valore della superficie commercialmente calpestabile. Quest’ultima si ricava attraverso criteri di calcolo specifici che richiedono specifiche competenze tecniche. Inoltre, l’assistenza tecnica si rende necessaria in tutti quei casi, molto frequenti, in cui sussistono difformità fra dati catastali con quelli reali.

La determinazione della superficie commerciale calpestabile e la sua relativa certificazione può essere eseguita solo dai geometri regolarmente iscritti all’Albo professionale. La misurazione avviene nel rispetto di quanto previsto dal DPR 138/1998, allegato C.

Si tratta della somma netta, espressa in metri quadrati, di tutti i vani dell’immobile, compresi quelli secondari e accessori come cantine, corridoi, ingressi e similari. Non tutti i vani vengono considerati e conteggiati alla stessa maniera. Tutto dipende dal tipo di struttura e dalla costruzione dell’immobile interessato.

Il più delle volte la misura della zona calpestabile si ricava facendo riferimento ai dati catastali, nonché a quelli riportati dalla planimetria. Tuttavia, specie in fase di redazione delle perizie, si adottano calcoli forfettari e semplificati, applicando delle franchigie in misura percentuale in base allo stato dei locali.

Ad esempio, per immobili costruiti con cemento armato si elimina il 10% dalla superficie planimetrica totale. Il 15%, invece, si defalca in presenza d’immobili storici costruiti con muri in pietra di tufo. Infine, quando la casa dispone anche di superfici esterne si toglie il 25%.

La misurazione della superficie utile che si può calpestare serve per conoscere le reali ed effettive dimensioni di un immobile, sia questo una casa o un ufficio, anche oggetto di compravendita. Per misurazioni precise e accurate è necessario chiedere l’intervento di un professionista. Accendendo al sito del Geometra Massari è possibile richiedere, comodamente da casa, una serie di servizi fra cui il calcolo della superficie commerciale calpestabile.

Affidarsi a professionisti del settore consente di ottenere misurazioni precise e accurate, evitando dispendi di tempo e denaro, nonché lunghi accessi presso vari enti come l’Agenzia del Territorio, l’Ufficio Catasto o la Conservatoria.

Il tecnico abilitato, infatti, una volta richiesta e ottenuta la planimetria, provvederà ad operare la misurazione della superficie calpestabile dell’immobile attraverso l’utilizzo di programma CAD. Solo attraverso questa procedura è possibile giungere a un calcolo preciso dell’area effettivamente abitabile, anche per eseguire l’esatta determinazione della Tari. Il documento finale, inoltre, evidenzierà in modo chiaro la suddivisione fra i vani principali da quelli accessori.

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