Le calzature e il made in Italy

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Per le aziende del settore moda l’utilizzo di minuterie metalliche per arricchire le calzature ha visto un’enorme crescita dovuta alle tendenze che sembrano ogni anno, da un po di tempo riconfermarsi. Anfibi con occhielli, stivali con bottoni e scarpe con borchie sono diventati un must ed ogni donna dovrebbe avere nella propria scarpiera per essere pronta per qualsiasi festa o evento.

Il nostro bel Paese ha raggiunto nel corso degli anni alcuni traguardi di cui vantarsi decisamente con il resto del mondo: è il primo produttore di calzature nell’Unione Europea e l’undicesimo produttore di calzature per numero di paia nel mondo. e’ il nono Paese esportatore a livello mondiale ed il terzo in termini di valore.

L’Italia è da sempre il leader indiscusso tra i produttori di calzature di fascia alta e lusso, ad elevato contenuto moda. Insomma il settore calzaturiero italiano è uno dei pilastri del Sistema Moda con le sue 4.800 aziende e i 77.000 addetti.

Oggigiorno, molti consumatori acquistano calzature non prodotte in Italia per il fatto di essere economiche ed apparentemente uguali esteticamente, tutto ciò a discapito anche della salute dei propri piedi. I materiali utilizzati per la fabbricazione di queste scarpe sono molto spesso dannosi, oltre al fatto che l’anatomia della scarpa provoca frequentemente disturbi posturali. Una così eccessiva diffusione e prezzi limitati di calzature e altri prodotti, nascondono talvolta problemi di illegalità, sfruttamento del lavoro, utilizzo di sostanze nocive alla salute. I prodotti, sono spesso trattati con sostanze chimiche non idonee al contatto con la cute umana, e possono dare origine a fenomeni allergici o di intossicazione. Un esempio sono le ammine aromatiche, sostanze liberate dai coloranti durante le fasi produttive ed il successivo utilizzo dei capi d’abbigliamento e calzature. Queste ammine, assorbite a livello cutaneo, sono ad effetto cancerogeno soprattutto nei confronti della vescica. La motivazione, dell’uso di questi coloranti, sta nei costi di produzione: l’utilizzo di coloranti a basso costo consente risparmi troppo appetibili per non essere rincorsi. I coloranti azoici, responsabili della presenza delle ammine aromatiche, vengono purtroppo utilizzati per la fabbricazione di un gran numero di prodotti contenenti lana,cotone e cuoio. Per via dei loro effetti disastrosi sulla salute, sono vietati in Europa: ma evidentemente è impossibile bloccare i flussi di capi “contaminati”.

Il valore del made in italy è stimato ed apprezzato e come tale deve comparire facilmente e velocemente sulla confezione di una calzatura italiana per permettere al cliente che desidera comprare solo prodotti italiani di individuarlo e raggiungerlo con facilità all’interno del tuo negozio.

Allo stesso modo le aziende dovrebbero acquistare i materiali adatti sempre all’interno del Paese per far si che il processo di produzione, dal disegno alla realizzazione sia completamente internalizzato al Paese. Per esempio è possibile rivolgersi alle molteplici aziende di ingrosso minuteria per fornirsi dei molteplici accessori che avranno un uso sia funzionale che decorativo delle calzature che andremo a produrre.

Insomma, per continuare a far crescere economicamente il nostro Paese e far aumentare il valore del settore calzaturiero è necessario andare a formare collaborazioni interne che riescano a soddisfare l’esigenze di tutti qualitativamente e quantitativamente parlando.

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